Brescia: intesa per la gestione del rischio idrogeologico nell’area metropolitana

La Giunta regionale ha approvato, il 28 ottobre, uno schema di accordo per la riduzione del rischio idrogeologico nell’area metropolitana di Brescia. La situazione dell’Area a Potenziale Rischio Significativo di Brescia, conseguente a elevate portate di piena ed estensione delle aree inondabili, richiede, infatti, complessi interventi di mitigazione del rischio con effetti alla scala di bacino idrografico o di ampi settori del reticolo idrografico principale, per attuare i quali è necessario il coordinamento delle politiche di più soggetti istituzionali. Concretamente l’intesa attiverà un Tavolo istituzionale tra Regione, Comune di Brescia, Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, Agenzia interregionale per il fiume Po, Consorzio di Bonifica Oglio Mella e Consorzio di Bonifica Chiese, per la realizzazione di opere strutturali, manutenzione e gestione delle infrastrutture esistenti.

Dopo l’accordo di programma sul nodo idraulico di Milano – ha detto l’assessore regionale al Territorio e protezione civile Pietro Foronisi avvia per la prima volta, infatti, anche l’accordo sul nodo idraulico di Brescia, seconda città della Lombardia. Ciò al fine di creare le necessarie sinergie istituzionali per una condivisione sulle scelte strategiche inerenti le opere idrauliche ma soprattutto per coordinare l’attività combinata della gestione delle opere già esistenti e delle future opere previste nel Piano Lombardia per la difesa del suolo, che superano i 7 milioni di euro di investimenti regionali. Con questo accordo – ha aggiunto Foroni – si mettono quindi in sicurezza la popolazione bresciana e i relativi ambiti urbani da un rischio idrogeologico sempre più pressante. Segnato, infatti, da sempre più frequenti condizioni meteorologiche ‘equatoriali’.

Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfivuole intervenire per risolvere un problema che affligge Brescia da tanti anni. La nostra città presenta delle fragilità idrogeologiche mai affrontate a livello comunale. Ovvero realtà per le quali è necessario realizzare opere di difesa, fare manutenzione ordinaria e straordinaria ed inoltre gestire le infrastrutture idrauliche già esistenti. Per farlo – ha aggiunto Rolfi non basta infatti solo stanziare risorse, ma serve soprattutto una programmazione, nonché una collaborazione istituzionale nell’interesse del territorio e della prevenzione. Questo è quanto ha promosso Regione Lombardia per affrontare il tema del rischio idrogeologico, finanziando anche le opere condivise”.

Il quadro di riferimento

L’ambito territoriale di riferimento dell’Accordo è costituito dai bacini idrografici che interessano l’area metropolitana bresciana. Si tratta di una vasta area, suddivisibile prevalentemente in due bacini fluviali principali: quello costituito dal fiume Mella, dal torrente Garza, in cui lo scorrimento naturale delle acque è stato profondamente modificato nel tempo. Insistono, inoltre, nel medesimo contesto anche i torrenti Gandovere e Mandolossa nella zona a ovest di Brescia; nella zona a est i torrenti Rino-Musia e Rudone. Al complesso reticolo naturale sopra descritto si interseca un esteso reticolo idrografico artificiale gestito dai consorzi di bonifica.

    2020-10-30T08:48:59+00:00 ottobre 28th, 2020|