Presentazione report ANBI “manutenzione Italia – azioni per l’Italia sicura”

Il 22 settembre, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, ANBI e la Struttura di Missione #italiasicura hanno presentato “Manutenzione Italia – Azioni per l’Italia sicura”, il piano di interventi ed investimenti necessari, regione per regione, per mettere in sicurezza il Paese. Sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, il Capostruttura e il Responsabile di #italiasicura Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi, oltre che il Presidente e il Direttore di ANBI Francesco Vincenzi e Massimo Gargano.
Sono 3.574 gli interventi, articolati per regione, previsti dal Piano ANBI, si tratta perlopiù di progetti definitivi ed esecutivi per un investimento complessivo di circa 8.006 milioni di euro. L’ANBI auspica che di tali indicazioni si possa tener conto nella prossima Legge di Stabilità, giacchè non è possibile stimare il valore della sicurezza, ma quello del costo del dissesto idrogeologico sì: 2,5 miliardi di euro all’anno.
Il Piano ANBI prevede perlopiù manutenzioni straordinarie di opere idrauliche ed il ripristino di fenomeni di dissesto geologico nei comprensori di bonifica; ad essi si affianca la costante azione di manutenzione ordinaria svolta dai Consorzi. Secondo dati del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, il 9,8% del territorio nazionale è costituito da aree ad elevata criticità idrogeologica; si tratta dell’82% dei comuni, dove si stimano a rischio 6.250 scuole, 550 strutture sanitarie, circa 500.000 aziende (agricole comprese), 1.200.000 edifici residenziali e non. Il totale dei comuni italiani interessati da aree con pericolosità da frana e/o idraulica risultano pertanto 7.145, pari all’88,3%. L’intensa urbanizzazione, sviluppatasi senza tenere in considerazione le aree fragili dal punto di vista idrogeologico (alluvioni, frane, dissesti), il contemporaneo abbandono delle aree collinari e montane da parte della popolazione e delle attività agricole, i cambiamenti climatici hanno acuito la fragilità del territorio. I dati della rete di monitoraggio mostrano come, a livello nazionale, il suolo consumato sia passato dal 2,7% degli anni ’50 al 7% per il 2015: in termini assoluti, si stima che il consumo di suolo abbia intaccato ormai circa 2.110.000 ettari del nostro territorio.L’adeguamento delle opere di bonifica idraulica è quindi condizione fondamentale per la sicurezza territoriale, necessaria non solo all’esercizio dell’agricoltura, ma indispensabile per qualunque attività economica. Se non vi è stabilità del suolo non si realizzano investimenti per infrastrutture ed impianti.

2018-08-06T15:34:14+00:0022 Settembre, 2016|
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