Dal 1° al 3 ottobre si è svolto a Milano il VI Convegno Nazionale di Radarmeteorologia RadMet2025.IT, organizzato da Arpa Lombardia, in collaborazione con Arpa Piemonte, Arpae Emilia-Romagna, il Dipartimento della Protezione civile (DPC), l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR, il CETEMPS, il Consorzio LaMMA Toscana, il CNR IBE e il Dipartimento di ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni della Sapienza Università di Roma.
RadMet2025.IT, che segna il primo decennale di questa manifestazione, è stata un’importante occasione di confronto e di discussione tra operatori e ricercatori che usano il radar meteorologico per svariate applicazioni operative di previsione meteorologica e per la ricerca.
Nell’ultimo giorno dell’evento è stata organizzata una tavola rotonda per coinvolgere nel dibattito anche i fruitori del dato radar e conoscere da loro esigenze e aspettative e raccogliere nuovi spunti per indirizzare i lavori. ANBI Lombardia ha preso parte alla tavola rotonda insieme a Università Bocconi, CNR, Provincia di Brescia e Arpa Lombardia.
Stefano Roverato ha spiegato come in Lombardia negli ultimi anni si stia assistendo ad un interesse sempre più grande verso i dati e il monitoraggio meteorologico in agricoltura, come testimonia il lavoro del Centro dati CeDATeR che, attraverso una convenzione con ARPA Lombardia, raccoglie ed elabora quotidianamente i dati provenienti dalle stazioni meteorologiche allo scopo di analizzare le stagioni irrigue e trarre dei bilanci sempre più accurati dell’uso della risorsa idrica. In questa attività sono ancora presenti alcune criticità, tra cui l’esistenza di “zone d’ombra” tra una stazione di misura e l’altra, dove non è possibile quantificare grandezze come la precipitazione se si manifestano in modo estremamente localizzato. Questo fenomeno, che spesso comporta la sottostima delle precipitazioni su un territorio e quindi un errore nel calcolo dei fabbisogni, può essere limitato di molto e addirittura risolto adottando la tecnologia radar, che consente un monitoraggio più omogeneo.
Nel dibattito c’è stata occasione anche per approfondire il tema dell’agricoltura di precisione e di come i dati – anche quelli meteorologici – abbiano un ruolo imprescindibile per la sua realizzazione, senza dimenticare che gli aspetti da tenere in considerazione sono due: la scarsità idrica ma anche il suo opposto, ovvero le troppe precipitazioni spesso intense e improvvise. È stato, quindi, fatto accenno ai sistemi di consiglio irriguo per migliorare l’esperienza aziendale ma anche ai diversi studi ed esperienze in corso nel mondo accademico e tra i Consorzi di bonifica per accrescere l’efficienza dei sistemi irrigui tradizionali. Tra questi, è stato ricordato lo studio sulla Franciacorta, che prevede l’estensione del servizio irriguo per proteggere i vigneti dalle ondate di calore ed anche dalle gelate tardive.
Da tutti i partecipanti alla tavola rotonda è emerso ancora una volta il ruolo strategico della conoscenza e della disponibilità di dati; ANBI Lombardia ha dichiarato il proprio interesse per i temi affrontati nei tre giorni di convegno e ha dato la sua disponibilità per collaborare con tutti gli enti allo scopo di raggiungere una conoscenza ancora maggiore delle dinamiche naturali che interessano il nostro territorio.
